LA PROFEZIA DEI
PAPI
Non sappiamo a
quando
risalga con esattezza e da chi sia stata realmente scritta la famosa "Profezia dei
Papi", nota anche come Profezia di San Malachia, in quanto
attribuita al monaco cistercense irlandese Malachia, che
l'avrebbe scritta in epoca medioevale (intorno al 1140), ma è
certo che è stata pubblicata per la prima volta nel 1595
dal benedettino Arnold Wion nel suo libro Lignum vitae.
Il Santo irlandese Malachia nella Profezia indica una lista - che
avrebbe visto
in sogno - dei Papi che si sarebbero succeduti a partire
dal 1143 fino alla fine dei giorni. Ma non li indica con nome e
cognome,
bensì con 111 brevi
motti in
latino corrispondenti ad
altrettanti Papi, mentre sotto il 111° motto vi è
un'inquietante frase: "In persecutione
extrema sacrae
romanae ecclesiae sedebit Petrus romanus, qui pascet oves in multis
tribulationibus; quibi transactis, civitas septis collis diruetur, ed
Judex tremendus judicabit populum suum. Amen."
La traduzione in italiano di
quest'importante frase è la seguente: "Durante l'ultima
persecuzione della Santa Romana Chiesa siederà Pietro il romano,
che pascerà il suo gregge tra molte tribolazioni; quando queste
saranno terminate, la città dai sette colli sarà
distrutta, ed il temibile giudice giudicherà il suo popolo. E
così sia".
Analizzeremo nella sezione sulla Fine del mondo
l'interpretazione di tale frase. Di seguito ci limiteremo a mostrare
l'impressionante aderenza tra i motti e (in particolare) gli ultimi 11
Papi; ma anticipiamo che, quasi certamente, il 111° motto e la
frase finale si riferiscono al medesimo Papa: per cui Benedetto XVI
sarebbe l'ultimo Papa della Storia, dopodiché ci sarebbe il
"giudizio di Dio".
Ecco i motti corrispondenti ai
Papi
più recenti (subito dopo la lista troverete anche quello del
111°
Papa, cioè Benedetto XVI):
110°) Giovanni
Paolo
II (1978-2005) - Motto "De labore solis"
Il
motto
attribuito a Papa Wojtyla (n.
18/5/1920 m. 2/4/2005), “della
fatica del Sole”, è un chiaro riferimento al fatto che egli
nacque del giorno
di un'eclisse solare, e che anche il suo "addio" ha coinciso con
un'eclisse, una doppia circostanza estremamente rara.
109°)
Giovanni Paolo I (1978) - Motto "De
medietate lunae"
La Profezia di San Malachia (“della
metà della luna”) sembra
aver previsto in modo impressionante, anche nel caso di Papa Luciani
(n. 17/10/1912 m. 28/9/1978), il fatto che il suo brevissimo
pontificato (che durò appena 33
giorni) iniziò e terminò quando la Luna era visibile
esattamente a metà. Più calzante di così...
108°)
Paolo VI (1963-1978) - Motto "Flos florum"
Papa Montini (n. 26/9/1897 m.
6/8/1978)
era il “fiore dei fiori”, e infatti la famiglia Montini aveva tre gigli
nel proprio stemma. Un altro tipico genere di motto (azzeccato) della
Profezia dei Papi.
107°)
Giovanni XXIII (1958-1963) - Motto "Pastor
et Nauta"
Egli (n. 25/11/1881 m. 3/6/1963) fu patriarca di Venezia prima di
diventare Papa, donde “pastore e marinaio”. Senza dubbio uno dei tanti motti
che
risultano molto aderenti al personaggio.
106°)
Pio XII (1939-1958) - Motto "Pastor
Angelicus"
Questo Papa (n. 2/3/1876 m.
9/10/1958)
di grandissima spiritualità riconobbe in alcune encicliche, come
guida più sicura per la dottrina cattolica, la filosofia di San
Tommaso d'Aquino, tradizionalmente noto come "Il dottore angelico".
Donde, forse, "Pastore angelico".
105°)
Pio XI (1922-1939) - Motto "Fides
intrepida"
Egli (n. 31/5/1857 m. 10/2/1939) sfidò senza paura Stalin,
Mussolini, e
Hitler, subendo, come mostrano documenti vaticani pubblicati di
recente, fortissime pressioni da questi ultimi due. Nel '37
pubblicò l'enciclica Mit
Brennender Sorge per denunciare il
razzismo e l'antisemitismo nazista. Dunque è azzeccato "Fede
intrepida".
104°) Benedetto XV (1914 -1922) -
Motto
"Religio
depopulata"
Papa (n. 21/11/1854 m. 22/1/1922) durante i massacri della Grande
Guerra e l'epidemia
della "spagnola", eventi che provocarono la morte di milioni di
Cristiani, e nel 1917 vide l'inizio della Rivoluzione russa che
portò alla fine della vita religiosa in questo Paese in
precedenza cristiano. Donde il motto di "religione spopolata".
103°) Pio X (1903-1914) - Motto "Ignis Ardens"
Questo Papa (n. 2/6/1835 m. 20/8/1914) fu probabilmente il più
zelante propagandista del suo tempo e i suoi sforzi furono diretti al
promuovere la pietà e la fede. "Fuoco ardente" descrive
benissimo Pio X, il cui impegno zelante fu volto alla rinascita
spirituale della Chiesa.
102°) Leone XIII (1878-1903) -
Motto "Lumen in coelo"
L'ultimo Papa del XIX secolo (n. 2/3/1810 m. 20/7/1903) era "una luce
nel
cielo", e infatti il
simbolo della sua casata, quella dei Pecci, era una cometa. Si noti che
nel suo motto non viene usata la parola "astro" perché
già usata in un motto analogo precedente.
101°) Pio IX (1846-1878) - Motto "Crux de cruce"
Il Papa
del Risorgimento (n. 13/5/1792, m. 7/2/1878), che dai Savoia
subì vessazioni e sequestri, era "La croce (dunque, la
sofferenza) che viene dalla croce": e una grande
croce bianca in campo rosso è lo stemma, appunto, dei Savoia.
100°)
Gregorio XVI (1831-1846) - Motto "De
Balneis Etruriae"
Papa Gregorio XVI
(n. 18/9/1765, m. 1/6/1846) iniziò la sua vita religiosa
nell'ordine dei Camaldolesi, che fu fondato nel Tredicesimo secolo in
Etruria, in una località chiamata in latino "balneum".
Naturalmente, non è teoricamente corretto cercare di
interpretare il motto di Papa Benedetto XVI in questo momento,
poiché alcuni altri motti della lista possono esssere compresi
solo al termine del
pontificato. Comunque, per soddisfare la curiosità:
111°) Benedetto XI
(2005-regnante) -
Motto "De
gloria olivae"
Il motto di Papa Ratzinger (n. 16/4/1927), "la gloria dell'olivo",
sembra un chiaro riferimento al nome Benedetto, poiché i membri
dell'ordine benedettino sono anche noti come gli Olivetani, il cui
stemma è proprio un ramo d'olivo. Ma, soprattutto,
egli è nato nel Sabato Santo del 1927, il 16 aprile, al culmine
del
periodo Pasquale, e tutto il periodo è notoriamente sotto il
segno dell'ulivo.

|
Vai
alla prossima sezione di questo sito
|

|
* * *
L'AVVOCATO
DEL DIAVOLO...
Ecco
le possibili
obiezioni di uno scettico e il perché non reggono...
1) I
motti, in fondo, si potrebbero adattare a qualsiasi Papa...
No. Questo è vero
solo
per alcuni
motti, mentre per gli altri l'aderenza è decisamente
impressionante. Alcuni motti della Profezia contengono indicazioni
assai precise, perché spesso riferite all’origine geografica o
allo stemma della casata del pontefice, oppure a eventi storici o
astronomici. Degli
11 motti
qui elencati, il 100° (De
balneis
Etruriae), il 101° (Crux
de cruce), il 104° (Religio
depopulata), il 105° (Fides
intrepida), il 107° (Pastor
et nauta), il 109° (De
medietate lunae) e il 110° (De
labore Solis), vale a dire ben 7 su 11, si adattano in
maniera
sostanzialmente perfetta al Papa corrispondente. Del resto, se questi
motti fossero delle frasi "jolly" tipo oroscopo, dovrebbero essere
adattabili altrettanto bene a qualsiasi Papa: voi ci riuscite?
2) Guardando
per curiosità sul web, ho letto su molti siti Internet che la
"Profezia dei Papi" di San Malachia è un "falso".
Su
Internet ci
sono fiumi immensi di parole spese per soffermarsi su aspetti
assolutamente
IRRILEVANTI della questione, come: (1) il fatto se la Profezia dei Papi
sia stata scritta o meno
da San Malachia; (2) se sia stata scritta nel 1100 piuttosto che nel
1590. La
cosa veramente assurda è che si consideri la
profezia non degna di
considerazione solo perché probabilmente è "falsa", nel
senso che probabilmente non è stata scritta da San Malachia
e nel 1100. Infatti, attenzione! La profezia, chiunque l'abbia scritta,
e in qualsiasi data l'abbia fatto, è comunque un documento che è storicamente
provato essere non posteriore al 1590, ed è questo ciò
che conta! In effetti, la profezia di San Malachia sarebbe
rimasta sepolta negli
Archivi Romani fino alla sua scoperta, che avvenne nel 1590. Il testo
iniziò a circolare nel 1595 con il nome di Prophetia de summis pontificibus,
in quanto la Profezia venne pubblicata per la prima volta proprio
quell'anno dal
benedettino Arnold Wion nel suo libro Lignum
vitae. Ma il
fatto che nei quattro secoli
precedenti nessuno ne parli, compreso San Bernardo, che scrisse la Vita di San Malachia,
lascia
pensare che il documento non sia stato scritto da San Malachia,
bensì da qualcun altro, probabilmente nel '400 o nel '500.
3) Secondo
alcuni siti
Internet, la profezia di San Malachia non sarebbe da prendere sul serio
perché vi è
una leggera differenza tra i motti anteriori al 1590 (perfettamente
aderenti) e
quelli successivi (molti dei quali un po' meno aderenti, rispetto ai
precedenti).
Anche
questo è un falso problema. Analizzare i motti di Papi da noi
storicamente molto lontani nel tempo significa concentrarsi sulla
parte in un certo senso "sbagliata" - o come minimo meno rilevante -
della Profezia, perché
quella importante è senza dubbio quella che riguarda gli ultimi
10-20 Papi e la sua frase
finale. Quindi dire che la Profezia non è da prendere sul serio
perché in alcune parti i motti non sono aderenti quanto i
più recenti (o i più antichi) è un po' come se uno
sostenesse che il DNA non è la molecola della
vita solo perché la maggior parte del DNA (per esempio, le
profezie anteriori al 1590) non
codifica nulla (cioè è "DNA spazzatura", come in effetti
è): un modo di
ragionare di questo tipo è, evidentemente, assurdo. Quel che conta è l'analisi -
che
ognuno può fare per gli
ultimi Papi - dei motti
recenti, che mostrano
un'aderenza davvero STUPEFACENTE (per non dire perfetta).
|